Metodologia e fondamenti

Il Test dei Miti è uno strumento di indagine psicologica costruito per mappare la configurazione mitica attiva nella psiche di un individuo in un dato momento. Questa pagina ne illustra le basi teoriche, la procedura di costruzione e lo stato attuale di validazione.

1. Quadro teorico

Il test si fonda sulla psicologia analitica di C. G. Jung e sulla mitologia comparata. Secondo questo approccio, i miti non sono semplici racconti antichi, ma configurazioni psichiche ricorrenti attraverso cui l'inconscio personale e collettivo organizza esperienze, conflitti e trasformazioni.

Ogni figura mitica rappresenta una posizione psichica caratterizzata da un particolare assetto delle funzioni cognitive, da una relazione specifica con l'ombra, con l'altro e con il limite. Adamo esprime la frammentazione primordiale, Satan l'avversarietà, Crono il controllo gerarchico, l'Eroe la prova, l'Alchimista la trasmutazione.

La mappa è strutturata come un grafo direzionato pesato: i nodi sono i miti, gli archi sono le transizioni psicologiche possibili, e il peso di ogni arco corrisponde al numero archetipale del nodo verso cui si transita. Questo schema riflette l'idea che la difficoltà di uno stato psichico sia intrinseca allo stato stesso.

2. Selezione dei costrutti

Sono stati selezionati 25 miti principali tra quelli dotati di:

  1. Archetipo numerico assegnato (scala 1-10), derivato dalla tradizione simbolica.
  2. Definizione psicologica chiara, con meccanismo centrale descritto nel modello.
  3. Rilevanza clinica e narrativa, ovvero capacità di descrivere stati emotivi, relazionali e comportamentali osservabili.

I miti inclusi coprono l'intero arco del grafo: dalla frammentazione iniziale (Adamo) fino alla trasmutazione integrata (Alchimista), passando per figure di opposizione, potere, prova, carisma, rigidezza, visione e catastrofe.

3. Costruzione degli item

Il test comprende 50 item, 2 per ogni mito. Gli item sono stati formulati seguendo il principio della validità di contenuto: ogni domanda traduce in comportamento, emozione o cognizione osservabile il meccanismo psicologico del mito corrispondente.

Le domande non verificano la conoscenza culturale del mito, ma la sua attivazione soggettiva: pensieri, emozioni, reazioni relazionali e sensazioni tipiche della configurazione. Ad esempio:

4. Scala di risposta e scoring

Ogni item utilizza una scala Likert a 5 punti:

Il punteggio grezzo di ogni mito è dato dalla somma delle risposte ai suoi due item (range 2-10). Per consentire confronti diretti, il punteggio viene normalizzato in una percentuale 0-100:

percentuale = (punteggio_grezzo / (n_item × 5)) × 100

I miti vengono ordinati per percentuale decrescente. Il mito con il punteggio più alto è etichettato come dominante; quelli con punteggio pari o superiore al 50% sono indicati come secondari attivi.

5. Rappresentazione e tracciamento

I risultati vengono visualizzati attraverso:

I dati vengono salvati nel localStorage del browser, esclusivamente in locale, per consentire il confronto dei risultati nel tempo. Questo tracciamento longitudinale è particolarmente utile perché i miti non sono identità fisse, ma configurazioni che si attivano e si disattivano in periodi diversi.

6. Stato di validazione psicometrica

Il Test dei Miti è stato progettato secondo criteri psicometrici di base: definizione esplicita dei costrutti, item specifici per costrutto, scala Likert omogenea, scoring normalizzato e rappresentazione multipla dei risultati.

Allo stato attuale lo strumento è in fase di validazione preliminare. Per diventare uno strumento psicodiagnostico pienamente validato è necessario completare alcuni passaggi empirici standard:

Per chi desidera contribuire alla raccolta dati o approfondire il protocollo sperimentale, sono disponibili: il modulo di raccolta dati, il template CSV e la pagina del protocollo di validazione.

Fino al completamento di queste procedure, i risultati vanno interpretati come ipotesi cliniche e simboliche, non come diagnosi. In presenza di crisi significative o sintomi psicopatologici, è sempre consigliabile integrare il test con una valutazione condotta da un professionista della salute mentale.

7. Come interpretare il risultato

I miti non sono etichette identitarie. Non sei "un Eroe" o "un Narciso": stai vivendo quella configurazione in un determinato periodo. Il valore clinico del test sta nel monitoraggio longitudinale: ripeterlo a distanza di settimane o mesi permette di osservare spostamenti tra configurazioni, cicli ricorrenti o progressioni verso posizioni più integrate.

In ottica clinica, il mito dominante può indicare il punto nodale attuale del conflitto psichico: la modalità difensiva, il bisogno relazionale o la strategia di adattamento che l'individuo sta attivando per fronteggiare la propria situazione esistenziale.

8. Riferimenti

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