Cap. 14 / 37𝒟I

La psicologia, archetipi e funzioni cognitive

Un salto ambizioso e speculativo: dalla fisica alla psicologia junghiana.

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Da qui in poi, un territorio più incerto

Fisica Ontologica propone che la stessa struttura matematica usata per la materia descriva anche la mente: gli archetipi di Jung, i tipi psicologici. Qui entriamo in un territorio molto più speculativo: la psicologia junghiana stessa ha poco sostegno nella neuroscienza contemporanea.

Il "dominio" di una persona

Ogni persona avrebbe un dominio individuale: l'insieme delle proprietà che può percepire, ricordare o immaginare, come lo scaffale di una biblioteca personale.

Gli archetipi come "vette" della mappa mentale

Fisica Ontologica identifica le proprietà massimali del dominio mentale con gli archetipi di Jung (Sé, Eroe, Grande Madre, Ombra). È un'analogia suggestiva, non una dimostrazione: si ridefinisce "archetipo" ciò che è già "elemento massimale".

Un principio di indeterminazione per la mente, con una imprecisione da segnalare

Le quattro funzioni cognitive di Jung (Pensiero, Sentimento, Sensazione, Intuizione) diventerebbero operazioni matematiche, con Pensiero e Sentimento "anti-commutativi". Ma c'è un errore tecnico concreto: i documenti usano l'anti-commutatore (proprio dei fermioni) invece del commutatore (proprio dell'indeterminazione di Heisenberg), scrivendo comunque la stessa disuguaglianza come se fosse equivalente.

Il carattere e l'energia psichica

Il "tipo psicologico" sarebbe una forma stabile come una pallina che rotola in una ciotola; l'energia psichica sarebbe legata al costo di Landauer di rendere esplicito ciò che era latente. Immagini suggestive, non misurabili.

Cosa ricordare

Avvertimento

Questo è uno dei capitoli più speculativi del libro: applica un formalismo già speculativo a una teoria psicologica essa stessa controversa, e contiene un errore tecnico concreto nella derivazione dell'"indeterminazione psicologica".