Cap. 15 / 37𝒟L

Il linguaggio come struttura del reale

Wittgenstein, Nietzsche, e perché la matematica sembra così efficace.

⇩ scarica il capitolo tecnico originale (.md) ⇩ scarica tutto l'archivio (.zip)

"I confini del mio linguaggio sono i confini del mio mondo"

Ogni persona avrebbe un "dominio linguistico": l'insieme di tutto ciò che sa nominare, dentro il più ampio dominio di ciò che può esperire.

Il "teorema di Wittgenstein"

L'idea che i confini del linguaggio non superino i confini dell'esperienza possibile è chiamata "teorema", ma la presunta dimostrazione è circolare: usa già nella definizione ciò che vorrebbe dimostrare.

Le "false sostanze" di Nietzsche

Nietzsche osservò che "il vento soffia" inganna: non esiste un "vento" separato dal soffiare. Molti sostantivi ("nazione", "carattere") indicherebbero insiemi di proprietà, non oggetti a sé stanti.

La matematica come linguaggio "senza sfumature"

La matematica sarebbe l'unico linguaggio completamente esplicito, senza ambiguità: un'idealizzazione utile per spiegare la sua efficacia nella fisica, ma non del tutto fedele alla pratica matematica reale.

Il mito e la verità

Il mito sarebbe il linguaggio di ciò che resta implicito (gli archetipi vestiti di immagini). La verità sarebbe definita come probabilità sopra una soglia di fiducia: una mossa che mescola conoscenza e realtà in un modo filosoficamente controverso.

Cosa ricordare

Avvertimento

Questo capitolo tratta temi di filosofia del linguaggio dibattuti da oltre un secolo, presentandoli come se fossero risolti da un formalismo preciso. Diversi passaggi chiave sono più affermazioni eleganti che risultati dimostrati.