Questo livello stabilisce con quale peso la relazione asimmetrica I→V si realizza per una data proprietà. Dallo stesso regolamento di compatibilità del secondo strato emerge una regola precisa su questo peso: quanto è probabile che, nella relazione tra una proprietà in stato I e il suo esito esplicito V, sia proprio quell'esito a realizzarsi in una data misura.
Questa probabilità non è una regola scelta a tavolino: è l'unica possibile, dato il resto della struttura; sono "pesi ontologici" sull'implicito, non su un vero-o-falso nascosto che semplicemente ignoriamo, ma su una modalità d'essere ontologicamente, non epistemicamente, indeterminata.
Quanto in fretta, non solo quanto è probabile
Oltre a quanto è probabile la transizione I→V, ci si può chiedere quanto rapidamente possa avvenire per una data energia in gioco. Anche qui la fisica quantistica dà già una risposta precisa: i limiti di velocità quantistica (il bound di Mandelstam-Tamm e quello di Margolus-Levitin), conseguenza diretta della relazione di indeterminazione energia-tempo.
Questi limiti stabiliscono che il tempo minimo perché uno stato quantistico evolva in uno stato distinguibile è inversamente proporzionale alla sua energia: più energia è coinvolta, più rapidamente la transizione può avvenire. È la versione rigorosa dell'intuizione per cui l'energia determina quanto velocemente un sistema produce un dato esito: non un principio nuovo, ma una conseguenza diretta della stessa struttura I/V appena descritta. A questo livello, i due bound stabiliscono una relazione tra l'energia coinvolta nella transizione e il numero di stati distinguibili che un'evoluzione quantistica può attraversare; una nozione piena di durata prenderà forma solo più avanti, quando il tempo stesso sarà emerso.