IV / XPrB

Regola di Born

Il peso con cui l'implicito diventa esplicito: la probabilità non è una scelta, è una necessità.

Questo livello stabilisce con quale peso la relazione asimmetrica I→V si realizza per una data proprietà. Dallo stesso regolamento di compatibilità del secondo strato emerge una regola precisa su questo peso: quanto è probabile che, nella relazione tra una proprietà in stato I e il suo esito esplicito V, sia proprio quell'esito a realizzarsi in una data misura.

Questa probabilità non è una regola scelta a tavolino: è l'unica possibile, dato il resto della struttura; sono "pesi ontologici" sull'implicito, non su un vero-o-falso nascosto che semplicemente ignoriamo, ma su una modalità d'essere ontologicamente, non epistemicamente, indeterminata.

La distribuzione dei pesi ontologici su un insieme di esiti possibili, la regola di Born tradotta in immagine.

Quanto in fretta, non solo quanto è probabile

Oltre a quanto è probabile la transizione I→V, ci si può chiedere quanto rapidamente possa avvenire per una data energia in gioco. Anche qui la fisica quantistica dà già una risposta precisa: i limiti di velocità quantistica (il bound di Mandelstam-Tamm e quello di Margolus-Levitin), conseguenza diretta della relazione di indeterminazione energia-tempo.

Questi limiti stabiliscono che il tempo minimo perché uno stato quantistico evolva in uno stato distinguibile è inversamente proporzionale alla sua energia: più energia è coinvolta, più rapidamente la transizione può avvenire. È la versione rigorosa dell'intuizione per cui l'energia determina quanto velocemente un sistema produce un dato esito: non un principio nuovo, ma una conseguenza diretta della stessa struttura I/V appena descritta. A questo livello, i due bound stabiliscono una relazione tra l'energia coinvolta nella transizione e il numero di stati distinguibili che un'evoluzione quantistica può attraversare; una nozione piena di durata prenderà forma solo più avanti, quando il tempo stesso sarà emerso.