Cap. ∞ / 37

Conclusione: cosa sappiamo, cosa resta aperto, come giudicare questa proposta

Tre domande da porsi sempre di fronte a qualunque teoria ambiziosa.

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Il viaggio che abbiamo fatto

Siamo partiti da una domanda semplicissima (cos'è una proprietà, e come si mette in relazione con un'altra?) e siamo arrivati, capitolo dopo capitolo, a toccare la meccanica quantistica, lo spazio e il tempo, le forze della natura, le masse delle particelle, l'origine dell'universo, la mente umana, il linguaggio, la coscienza, l'intelligenza artificiale, e persino un tentativo di rispondere alla domanda più antica della filosofia: perché esiste qualcosa invece del nulla.

È un percorso ambizioso, coerente al suo interno, e a tratti genuinamente affascinante. Ma la missione di questo libro non è convincervi che l'ontologia di Fisica Ontologica sia vera: è darvi gli strumenti per giudicarla da soli, distinguendo ciò che è solido da ciò che è speculativo.

Cosa ci portiamo a casa di solido

L'esistenza di esattamente quattro algebre di divisione (reali, complessi, quaternioni, ottoni); l'eleganza del Piano di Fano; l'esistenza di spazi geometrici a sette dimensioni con le proprietà generali descritte, studiati indipendentemente dai matematici: mattoni presi in prestito da una matematica solida.

Altre idee sono buona fisica condivisa anche da ricercatori indipendenti: l'unificazione delle tre forze non gravitazionali ad alte energie, il meccanismo seesaw, il meccanismo di Georgi-Jarlskog, l'inflazione con potenziale di Starobinsky.

Cosa resta, onestamente, un programma di ricerca e non una teoria

La parte più originale e speculativa (fisica e mente che emergono da un'unica struttura di proprietà, relazioni, logica a tre valori) non è, allo stato attuale, una teoria scientifica accettata: è un programma di ricerca, che lascia aperti tre grandi problemi matematici (esistenza e unicità dello spazio nascosto, calcolo esplicito della sua forma).

Un pattern si ripete con regolarità: un'idea affascinante viene proposta; il primo calcolo diretto spesso fallisce, a volte platealmente; si introduce un parametro libero scelto apposta; il risultato viene presentato come un "successo". Il caso più clamoroso: l'angolo di Cabibbo, il cui accordo del 99,97% è stato ottenuto costruendo il calcolo in modo da restituire esattamente il dato di partenza.

Come si potrebbe, in futuro, mettere alla prova questa proposta

L'ontologia di Fisica Ontologica ha il merito, raro tra le proposte così ambiziose, di esporsi a un giudizio sperimentale concreto: la fase CP dei neutrini (DUNE), il rapporto tensori/scalari (LiteBIRD), particelle supersimmetriche (futuri acceleratori), un tipo di materia oscura ultraleggera. È proprio questa vulnerabilità, non la sua eleganza, a renderla una proposta scientificamente seria, per quanto ancora acerba.

Un ultimo pensiero

Di fronte a qualunque teoria ambiziosa, in fisica ma anche altrove, è sempre lecito, anzi doveroso, chiedersi tre cose: questo risultato è stato calcolato in modo indipendente, o aggiustato per adattarsi al dato già noto? Questa affermazione è un fatto stabilito, una congettura motivata, o solo una metafora suggestiva? E se questa teoria fosse sbagliata, cosa dovremmo osservare per accorgercene?

Cosa ricordare

Avvertimento

Le stesse tre domande con cui si apre questo libro (calcolo indipendente o adattato? fatto, congettura o metafora? cosa ci smentirebbe?) restano lo strumento più utile per giudicare qualunque teoria ambiziosa, questa inclusa.