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Perché esiste qualcosa invece del nulla

L'argomento che il nulla assoluto sia auto-contraddittorio, e i suoi limiti.

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La domanda più antica

Nel 1714 Leibniz pose la domanda filosofica più radicale: perché esiste qualcosa, invece di niente?

L'argomento centrale: il nulla si contraddice da solo

Il "nulla assoluto" sarebbe logicamente impossibile: descriverlo già gli attribuisce proprietà. È un argomento filosofico legittimo, ma non nuovo né incontestato: si può sempre obiettare che "impossibile da pensare" non è "impossibile che sia".

Il "mattone" più piccolo possibile

Se il nulla è impossibile, la struttura minima sarebbe un "qubit ontologico": due sole proprietà, identità/differenza. Perché proprio questa forma, e non un'altra, non è dimostrato: è assunto.

Il principio del "minimo indispensabile"

Il Principio di Parsimonia Ontologica afferma che la realtà avrebbe la struttura minima necessaria per comprendere se stessa: una versione più forte del rasoio di Occam, che passa senza dirlo da un consiglio su come scegliere le teorie a un'affermazione su come la realtà è fatta.

Perché il libro conclude con gli ottoni

Gli ottoni, la più ricca delle quattro algebre, sarebbero conseguenza necessaria di questo "minimo": un'argomentazione suggestiva, non stringente (perché il "minimo" dovrebbe coincidere con "il più ricco"?).

Cosa ricordare

Avvertimento

Questo capitolo affronta la domanda filosofica più ambiziosa del libro con gli strumenti più speculativi. Va apprezzato come un tentativo audace, non come una risposta definitiva.