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Luoghi di Lombardia

Un diario di luoghi visitati in Lombardia e nelle zone limitrofe, raccontato attraverso la storia della regione: dai Celti Insubri e Cenomani, ai Longobardi che le diedero il nome, fino alla frattura (tutta politica, mai culturale) tra la Repubblica di Venezia a est e il Ducato di Milano a ovest.

Ogni provincia avrà qui la propria scheda, con foto e appunti dei luoghi visitati: per ora la struttura è pronta, i luoghi arriveranno uno alla volta.

Storia → Lingua → Confini → Repubblica di Venezia → Ducato di Milano →
Dalla preistoria a oggi

La storia in linea

Una selezione degli eventi che hanno segnato la Lombardia, dai primi graffiti della Val Camonica alle Olimpiadi invernali del 2026. Il 1454, la Pace di Lodi, è lo snodo: da lì nasce la linea che separa ancora oggi la Lombardia occidentale da quella orientale.

VIII millennio a.C.Preistoria & Celti

Le prime tracce

I graffiti rupestri della Val Camonica (Brescia), oltre 300.000 incisioni su roccia realizzate in un arco di ottomila anni, sono il primo sito italiano dichiarato patrimonio UNESCO, nel 1979.

IX–IV sec. a.C.Preistoria & Celti

Cultura di Golasecca

Attorno ai laghi prealpini si sviluppa la civiltà protoceltica di Golasecca (Varese), che precede e prepara l'arrivo dei Celti Insubri e Cenomani.

Età del FerroPreistoria & Celti

Gli Orobi

Distinti dagli Insubri e dai Cenomani, gli Orobi sono la stirpe di cultura Golasecchiana che occupa le Prealpi tra Bergamo e Como, dando il proprio nome alle Alpi Orobie. A Clanezzo fortificano il Duno, un oppidum con quasi 900 metri di mura in pietra: lo stesso popolo a cui si attribuiscono l'oppidum di Como e il castelliere del Caslè, in Val d'Intelvi.

VI–IV sec. a.C.Preistoria & Celti

Insubri e Cenomani

Gli Insubri si insediano a ovest, fondando Mediolanum (Milano); i Cenomani, alleati di Roma, si stanziano a est, tra Brescia e Verona: una distinzione che anticipa di duemila anni la futura frattura tra Ducato e Repubblica.

222 a.C.Roma & Longobardi

Clastidium

Marco Claudio Marcello sconfigge gli Insubri a Clastidium e uccide in duello il capo Viridomaro, guadagnando le spolia opima; Mediolanum cade e la Gallia Cisalpina entra nell'orbita di Roma.

313 d.C.Roma & Longobardi

L'editto di Milano

Costantino e Licinio proclamano a Milano, allora co-capitale dell'Impero d'Occidente, la libertà di culto. Pochi decenni dopo il vescovo Ambrogio farà della città un faro del cristianesimo latino.

476–553Roma & Longobardi

Odoacre e i Goti

Deposto l'ultimo imperatore d'Occidente nel 476, la Lombardia entra nel Regno ostrogoto di Teodorico; la guerra greco-gotica (535-553) la devasta prima del breve dominio bizantino.

568–572Roma & Longobardi

Alboino e la conquista

Re Alboino guida i Longobardi oltre le Alpi; dopo tre anni d'assedio Pavia cade nel 572 e diventa capitale del regno, che darà il proprio nome alla regione per i secoli a venire.

643–744Roma & Longobardi

Editti e apogeo

Re Rotari codifica per iscritto la legge longobarda nel 643; sotto Liutprando, nel pieno Settecento longobardo, il regno raggiunge la sua massima estensione e influenza.

774Roma & Longobardi

Carlo Magno

Carlo Magno sconfigge re Desiderio, suo ex suocero, e si cinge della corona longobarda: il regno confluisce nell'impero carolingio, ma la Corona Ferrea, custodita a Monza, ne resterà il simbolo.

XI–XII sec.Roma & Longobardi

Nascita dei comuni

Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Pavia e Lodi diventano comuni autonomi; è l'età della basilica romanica di Sant'Ambrogio e delle prime torri civiche.

1176Roma & Longobardi

Legnano

I comuni lombardi, alleati nella Lega Lombarda, sconfiggono l'imperatore Federico Barbarossa a Legnano; la Pace di Costanza del 1183 ne riconosce l'autonomia.

1277–1395Roma & Longobardi

I Visconti

Ottone Visconti prende il potere a Milano nel 1277; nel 1395 Gian Galeazzo Visconti acquista dall'imperatore il titolo di duca, fondando il Ducato di Milano.

1450Ducato di Milano

Gli Sforza

Estinti i Visconti, il condottiero Francesco Sforza conquista Milano e fonda una nuova dinastia ducale, che regnerà fino al 1535.

1426–1454Repubblica di Venezia

L'avanzata veneziana

Venezia espande i suoi domini di Terraferma: conquista Brescia nel 1426, Bergamo nel 1428 e Crema nel 1449, arrivando fino all'Adda.

1454Snodo

La Pace di Lodi

Il trattato firmato a Lodi fissa per decenni il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia: è, in senso storico concreto, l'origine della linea che separa ancora oggi la Lombardia occidentale da quella orientale.

1499–1535Ducato di Milano

Il secolo delle guerre

Francia, Spagna e Impero si contendono la Lombardia; nel 1525 gli Asburgo sconfiggono e catturano Francesco I di Francia nella battaglia di Pavia. Nel 1535, estinti gli Sforza, il Ducato passa alla Spagna.

1512–1620Altre dominazioni

I Grigioni in Valtellina

Dal 1512 la Valtellina è sotto le Tre Leghe dei Grigioni, oggi in Svizzera: le tensioni religiose culminano nel Sacro Macello del 1620, un massacro di protestanti che segna a lungo la memoria locale.

1629–1631Ducato di Milano

La grande peste

L'epidemia narrata da Manzoni ne 'I Promessi Sposi' decima Milano e la Lombardia; ne resta memoria nella colonna del Lazzaretto e nella letteratura.

1706–1714Altre dominazioni

Il passaggio agli Asburgo

Con la Guerra di Successione Spagnola l'Austria occupa Milano; i trattati di Utrecht e Rastatt formalizzano il passaggio del Ducato agli Asburgo d'Austria.

1708Altre dominazioni

Fine dei Gonzaga

Il ducato autonomo dei Gonzaga, che governava Mantova dal 1328, viene confiscato dall'imperatore e annesso all'Austria: la fine di quasi quattro secoli di corte indipendente.

1797Snodo

Napoleone scioglie Venezia

Il Trattato di Campo Formio pone fine a oltre mille anni di indipendenza veneziana; Bergamo, Brescia e Crema confluiscono nella neonata Repubblica Cisalpina, riunendo per la prima volta da secoli la Lombardia orientale e quella occidentale sotto un unico governo.

1805Unità d'Italia

La Corona Ferrea a Napoleone

Nel Duomo di Milano, Napoleone si incorona re d'Italia con la stessa Corona Ferrea appartenuta a Teodolinda, chiudendo simbolicamente un cerchio aperto milletrecento anni prima.

1815Unità d'Italia

Il Regno Lombardo-Veneto

Il Congresso di Vienna riunisce formalmente Lombardia e Veneto in un unico regno sotto la corona asburgica, con capitali alternate tra Milano e Venezia.

1848Unità d'Italia

Le Cinque Giornate

Milano insorge e caccia la guarnigione austriaca in cinque giornate di battaglia urbana, dal 18 al 22 marzo: la prima delle guerre d'indipendenza è iniziata.

1859Unità d'Italia

Magenta e Solferino

Le vittorie franco-piemontesi a Magenta e Solferino portano, con il Trattato di Zurigo, all'annessione della Lombardia al Regno di Sardegna: la battaglia di Solferino ispirerà a Henry Dunant la fondazione della Croce Rossa.

1866Unità d'Italia

Mantova si unisce

Con la Terza Guerra d'Indipendenza cade l'ultima fortezza del Quadrilatero austriaco: Mantova, insieme al Veneto, entra a far parte del Regno d'Italia.

1900–1920Novecento & oggi

Il Liberty milanese

Milano diventa la capitale industriale e finanziaria del paese, e insieme il centro dello stile Liberty italiano, tra ville e palazzi dalle linee floreali.

1943–1945Novecento & oggi

Bombardamenti e Liberazione

I bombardamenti alleati colpiscono duramente Milano, Bergamo e Brescia; il 29 aprile 1945 piazzale Loreto, già teatro di un eccidio partigiano l'anno prima, diventa il luogo simbolico della fine del fascismo.

anni '50–'60Novecento & oggi

Il miracolo economico

La Lombardia diventa il cuore industriale d'Italia: siderurgia a Brescia, tessile a Bergamo, finanza e moda a Milano.

2015Novecento & oggi

Expo Milano

L'Esposizione Universale porta a Milano ventidue milioni di visitatori e accelera una trasformazione urbana ancora in corso.

febbraio 2026Novecento & oggi

Milano-Cortina

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, appena concluse, riportano per la prima volta dal 2006 i Giochi in Italia, con eventi distribuiti anche tra le montagne lombarde.

Non un dialetto dell'italiano

La Lingua Lombarda

Qui il bergamasco sembra quasi una lingua a sé, ma è un dialetto del lombardo, non dell'italiano. Il lombardo è più antico dell'italiano, anche se nel tempo ne ha assorbito diverse influenze: nelle valli resta più arcaico, nelle città si è avvicinato di più all'italiano, per via del commercio e del lavoro che ne hanno imposto l'uso. Si divide in due grandi rami, occidentale e orientale, separati storicamente dalla stessa linea che divide questa pagina: l'occidentale ha per riferimento il milanese, l'orientale, quello che conosco meglio e che amo di più, ha risentito maggiormente dell'influenza veneziana, restando altrove più isolato. Anche dentro il solo bergamasco, poi, cambia molto da luogo a luogo: quello della Val Seriana non è quello della Valle Imagna, che non è quello di Bergamo città, che non è quello della bassa verso Arcene, già vicino nel suono al cremonese.

Lombardo Occidentale

Area milanese (macromilanese)
  • Milanese (città e hinterland)
  • Brianzolo
  • Legnanese
  • Bustocco (Busto Arsizio)
  • Altomilanese
Area comasco-lecchese-varesotta (prealpina occidentale)
  • Comasco
  • Lecchese
  • Varesotto
  • Ticinese (Canton Ticino: luganese, mendrisiotto, bellinzonese)
Area alpina (Valtellina/Sondrio)
  • Valtellinese
  • Bormino (Bormio)
  • Chiavennasco
Area del basso lombardo occidentale
  • Lodigiano
  • Pavese
  • Lomellino
  • Novarese (Piemonte, di transizione)
  • Vogherese (di transizione verso l'emiliano)

Lombardo Orientale

Area prealpina orientale
  • Bergamasco (Val Seriana, Val Brembana, Val Cavallina, Valle Imagna, bassa bergamasca)
  • Bresciano (con il camuno in Val Camonica, di transizione verso il trentino)
Area del basso lombardo orientale
  • Cremonese
  • Cremasco (di transizione, con influssi veneti)
  • Mantovano (di transizione, fortemente influenzato dall'emiliano-veneto)
Un gergo, non un dialetto

Il Gaì

Il gaì è un gergo occupazionale, non un dialetto autonomo: nasce innestato sul bergamasco e sul bresciano come lingue madri, parlato dai pastori soprattutto in Val Seriana e in Val Camonica. Faceva largo uso di metafore e figure retoriche, proprio per restare incomprensibile ai contadini: tra pastori e agricoltori la tensione era reale, perché il bestiame finiva spesso per invadere i terreni seminati. Oggi è un gergo in forte declino.

Dove finisce, dove comincia

Confini

Due tipi di confine attraversano questa pagina: quello ancora sulle carte, che separa oggi la Lombardia dalle regioni e dal paese vicini, e quello scomparso da secoli, che dal 1454 al 1797 separò il Ducato di Milano dalla Repubblica di Venezia lungo l'Adda: l'origine stessa della divisione occidentale/orientale che regge questa raccolta.

I confini esterni, oggi

Cinque territori confinano con la Lombardia: il Piemonte a ovest, l'Emilia-Romagna a sud, il Veneto a est, il Trentino-Alto Adige a nord-est, la Svizzera a nord, con i cantoni Ticino e Grigioni. L'area della Lombardia è evidenziata in oro; passa il mouse sulle regioni vicine per vederne il nome.

Lombardia Regioni confinanti Verso la Svizzera

Il confine interno, dal 1454 al 1797

Nel cuore di questa pagina c'è un altro confine, più antico e ormai scomparso dalle carte: quello fissato dalla Pace di Lodi del 1454, che per tre secoli e mezzo separò il Ducato di Milano dalla Repubblica di Venezia, correndo a lungo lungo l'Adda. Le sette province occidentali e le cinque orientali sono colorate secondo l'appartenenza storica; in mezzo, le città di frontiera (Lecco, Cassano d'Adda, Trezzo sull'Adda, Lodi) che videro passare dazi, eserciti e contrabbandieri da una sponda all'altra, fino a quando Napoleone non riunì le due sponde nel 1797.

Ducato di Milano Repubblica di Venezia Città di frontiera
Lombardia orientale

Repubblica di Venezia

Le cinque province orientali, oggi accomunate da un'unica etichetta geografica, ma non tutte furono davvero della Serenissima. Bergamo e Brescia sì, quasi quattro secoli; Mantova fu un ducato a sé, indipendente; la Valtellina di Sondrio appartenne ai Grigioni svizzeri. Ogni scheda racconta la propria storia, senza appiattirla su quella del vicino.

Vista di Città Alta, Bergamo, dall'alto
Provincia in evidenza · la mia terra

Bergamo

Quasi Quattro Secoli di Leone

Bergamo è la mia terra, ed è per questo che qui la storia si fa più fitta che altrove su questa pagina. Città Alta è ancora cinta dalle Mura Venete, patrimonio UNESCO dal 2017 come parte delle opere di difesa della Serenissima: quasi quattro secoli di dominio veneziano, dal 1428 al 1797, di cui il leone di San Marco sopra le porte cittadine resta testimone diretto. Piazza Vecchia, il cuore di Città Alta, è una delle piazze medievali meglio conservate d'Europa; a pochi passi, la Cappella Colleoni di Giovanni Antonio Amadeo è tra i capolavori del primo Rinascimento lombardo. Bergamo diede i natali al compositore Gaetano Donizetti, e dal 1887 una funicolare collega Città Alta e Città Bassa in pochi minuti, attraversando secoli di storia in una manciata di metri di dislivello.

Provincia di Bergamo

"Terra che 'l Serio bagna e 'l Brembo inonda", scriveva Torquato Tasso nel Cinquecento. Con i suoi 2.722,86 km² e 243 comuni, quella di Bergamo è la terza provincia d'Italia per numero di comuni, dopo Torino e Cuneo, e conta 1.120.328 abitanti tra gli 82 metri della pianura e i 3.050 del Pizzo Coca, la sua vetta più alta. Confina con le province di Sondrio, Lecco, Milano, Monza e Brianza, Cremona e Brescia.

Le zone della provincia

Undici zone, tra montagna, collina e pianura, la stessa suddivisione che compare nella mappa ufficiale della provincia: tocca un'etichetta per il nome della zona.

Provincia di Bergamo Zone della provincia
Diario personale · Valle Imagna e dintorni

Luoghi visitati

Provincia di Bergamo Province confinanti Bergamo, Città Alta Luoghi del diario Altre valli bergamasche
Valle Imagna
Dogane, contrade e terme

Valle Imagna, dove ho vissuto, ha conservato in certi punti il folklore celtico orobico, soprattutto salendo verso le valli più alte, mescolato ai segni di un industrialismo ottocentesco che qui restò sempre a uno stadio arretrato, ancora contadino. Alcuni paesi sono rimasti fermi persino più indietro, al Cinquecento, quando il Ducato di Milano e la Serenissima erano rivali lungo questo stesso crinale.

Arnosto

Ad Arnosto, vicino a dove vivevo, sorgeva una delle dogane della Repubblica di Venezia, attiva fino al 1797: il palazzo doganale è ancora in piedi, riconoscibile dai caratteristici tetti a lastre di pietra calcarea sovrapposte. Di qui passava il confine tra il Ducato di Milano dei Visconti e la Serenissima: l'ultimo avamposto, il lembo più occidentale del dominio di Venezia. Il borgo si vive ancora come un'antica contrada: in valle sopravvive una forma di "contradismo", un'organizzazione del territorio per famiglie, precedente allo stato. Da Locatello viene la famiglia Locatelli, da Rota la famiglia Rota, legata, pare, al mondo delle ruote dei carri.

Clanezzo

Sulla collina che sovrasta la confluenza, il Duno di Clanezzo conserva i resti di un oppidum degli Orobi, popolazione celtica di cultura Golasecchiana, originaria delle Orobie e distinta dagli Insubri della pianura. Quasi 900 metri di mura in pietra, costruite in età del Ferro ben prima dei romani, cingevano la sommità del colle a controllo della via tra Bergamo e Lecco: lo stesso nome, Duno, viene dal celtico dunum, fortezza. Molti secoli più tardi, alla stessa confluenza tra il Brembo e l'Imagna, Clanezzo diventò il secondo punto doganale della valle: qui la dogana controllava le merci dirette verso la pianura, imponendo dazi e pedaggi, e un porto fluviale gestiva il traffico sul Brembo. Oggi un ponte sospeso porta a una spiaggia fluviale sulla sponda opposta, che si allunga fino a una piccola diga con un impianto idroelettrico: d'estate ci si fa il bagno, e le acque gelide tutto l'anno arrivano proprio dall'Imagna, che è anche un corso d'acqua termale solfureo, alimentato dalla zona di Sant'Omobono Terme. Fonte: duepassinelmistero.com

Terme di Sant'Omobono

Le terme di Sant'Omobono sono chiuse dal 7 novembre 2022, giorno in cui Angelo Bonomelli, 79 anni, fondatore delle terme Villa Ortensia, fu ucciso. Aveva un appuntamento in un bar di Entratico, gli era stato detto, per discutere del rilancio social delle terme: era una trappola. Altre tre persone lo raggiunsero, gli offrirono una bibita con dentro una sostanza narcotizzante, e una volta accasciato lo caricarono sul proprio SUV, derubandolo di contanti, telefono e orologio. La dose, troppo forte per la sua età, gli fu fatale. Il corpo fu ritrovato il giorno dopo in un parcheggio a Entratico; l'assenza di soldi, telefono e orologio insospettì i carabinieri, che rintracciarono i quattro nel giro di poco: il telefono presso uno di loro, la cassa dell'orologio in un compro oro a Bergamo. Furono arrestati per omicidio e rapina: una rapina finita in tragedia per un sovradosaggio, più che un omicidio pianificato in quanto tale. Fonte: primabergamo.it

Cave di Strozza

Dove vivevo in affitto prima, a Strozza, c'era una cava di quarzo ai piedi del Monte Castra, raggiungibile con una pista ciclopedonale che attraversa un tratto di bosco fino ad Almenno San Salvatore, che percorrevo spesso a piedi. Dopo settant'anni di escavazione, gestita dalla Quarzifera Bergamasca srl, la cava ha chiuso, ma la bonifica promessa non è mai arrivata: vi sono stati scaricati oltre 100.000 metri cubi di rifiuti speciali provenienti dall'esterno, e sei amministratori della società sono finiti sotto indagine per traffico illecito di rifiuti. Nel 2013 l'azienda propose di riempire l'ex cava con un milione e 650mila metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi (sessanta camion al giorno per dieci anni), presentandolo come ripristino ambientale. Un comitato di cittadini si oppose da subito, e i cartelli "I love Valle Imagna" si vedono ancora in giro. Nel frattempo l'area dismessa era diventata un sito di nidificazione importante; tra il 2019 e il 2020 la Provincia e il Ptcp la riclassificarono da zona produttiva a zona verde, dentro la Rete Ecologica Provinciale, proprio per bloccare la discarica. L'azienda ha fatto ricorso al Tar di Brescia; il procedimento penale prosegue, oggi con un solo imputato, il geologo Maurizio Zuntini, ex direttore del sito: dopo cinque anni di rinvii, un'udienza è stata fissata al 18 settembre 2025, con una fideiussione da 309mila euro versata da Zurich Assicurazioni al Comune di Strozza. Resta una specie di grotta pericolante, chiusa al pubblico, con infiltrazioni che nel tempo potrebbero causare un collasso; a valle, alcune case cedono di qualche centimetro l'anno, un dissesto di cui quasi nessuno parla, tenuto a bada con muri di assestamento e manutenzioni continue sulle strade, già strette di loro, tanto che se non conosci la zona rischi di graffiare la macchina solo per arrivare in paese.

Geografia
I fiumi: Brembo e Serio

Il Brembo e il Serio sono stati per la civiltà orobica quello che il Tigri e l'Eufrate furono per la Mesopotamia: le due valli più estese della bergamasca, la Val Brembana e la Val Seriana, prendono il nome proprio da questi fiumi. Prima di confluire nel Po ricevono altri corsi d'acqua importanti: a ovest l'Adda segna il confine con la provincia di Milano, a est l'Oglio quello con Brescia, alimentando il Lago d'Iseo. Tra Adda e Brembo si stringe l'Isola Bergamasca: i suoi abitanti si dicono isolani e parlano una variante del bergamasco diversa da quella di città, valli o bassa. Il Cherio attraversa la Val Cavallina e forma il Lago d'Endine, tra Endine Gaiano, Monasterolo del Castello, Ranzanico e Spinone al Lago, prima di confluire nell'Oglio a Palosco. Il Dezzo forma la Valle di Scalve e confluisce nell'Oglio a Darfo Boario Terme (altre terme, tristemente note per il disastro della diga del Gleno del 1923 su un suo affluente). Il Borlezza sfocia nel Lago d'Iseo presso Castro e dà nome alla Val Borlezza. L'Imagna e l'Enna, infine, sono affluenti del Brembo: l'Imagna dà nome alla mia valle, l'Enna scorre in Val Taleggio.

Val Brembana
La valle alta del Brembo

Superata Valle Imagna, il Brembo risale nella sua valle principale, più lunga e più ampia, vissuta storicamente di allevamento transumante e di villeggiatura termale. San Pellegrino Terme, con il suo Grand Hotel liberty e il Casinò Municipale, diede il nome all'acqua minerale che oggi si trova in tutta Italia; più a monte, San Giovanni Bianco e gli altri paesi della valle vivono ancora dell'economia della montagna, tra pascoli e piccola industria.

Val Seriana
La valle del Serio

Parallela alla Val Brembana, la Val Seriana segue il corso del Serio ed è, insieme a quest'ultima, la culla del gaì, il gergo dei pastori. A Clusone l'orologio planetario di Pietro Fanzago, del 1583, e l'affresco della Danza Macabra restano tra le testimonianze più originali della valle; più a monte Gromo conserva una tradizione secolare di coltellerie, e a Valbondione la Cascata del Serio, una delle più alte d'Europa, viene aperta solo in poche occasioni l'anno.

Val Cavallina
Il Cherio e il Lago d'Endine

Più dolce delle valli alpine, la Val Cavallina segue il corso del Cherio fino al Lago d'Endine, incorniciato dai comuni di Endine Gaiano, Monasterolo del Castello, Ranzanico e Spinone al Lago, prima che il fiume prosegua verso l'Oglio a Palosco. È da sempre una delle vie più dolci tra la bergamasca e il Sebino, il territorio del Lago d'Iseo.

Valle di Scalve
Il Dezzo e il disastro del Gleno

La Valle di Scalve segue il torrente Dezzo, che confluisce nell'Oglio a Darfo Boario Terme. È legata per sempre alla tragedia della diga del Gleno, un suo affluente: crollata il 1° dicembre 1923 per difetti di costruzione, travolse in pochi minuti i paesi sottostanti (Bueggio, Dezzo, fino a Darfo), causando oltre 350 vittime. Uno dei disastri industriali più gravi della storia italiana, ancora presente nella memoria della valle.

Val Taleggio
L'Enna e il formaggio

Val Taleggio, percorsa dall'Enna, prende il nome dal formaggio che vi si produce fin dal medioevo, probabilmente a opera dei monaci, e che oggi è un DOP conosciuto in tutto il mondo. È una valle laterale del Brembo, vicina a Valle Imagna, con un paesaggio di alpeggi e baite ancora molto simile a quello di secoli fa.

Isola Bergamasca
Tra Adda e Brembo

Non è più Valle Imagna, ma la stessa acqua del Brembo ci arriva: l'Isola Bergamasca è il lembo di pianura stretto tra l'Adda e il Brembo, dove nell'Ottocento l'industria tessile costruì uno dei suoi esperimenti più riusciti.

Crespi d'Adda

Crespi d'Adda è un villaggio operaio ottocentesco sull'Isola Bergamasca, tra Adda e Brembo, oggi patrimonio UNESCO. Lo fondò nel 1878 Cristoforo Benigno Crespi, imprenditore tessile, che vi costruì un cotonificio sfruttando l'energia idraulica dei due fiumi, e attorno alla fabbrica un vero villaggio modello per gli operai: case unifamiliari con orto, scuola, ospedale, chiesa, teatro, negozi, bagni pubblici, un paternalismo industriale ispirato alle garden city inglesi e ad altre esperienze italiane come Schio dei Rossi. Il figlio Silvio Benigno Crespi ampliò il progetto tra Otto e Novecento, aggiungendo il cimitero monumentale con il mausoleo di famiglia e una centrale idroelettrica; il villaggio arrivò a contare oltre 3000 abitanti, tutti legati al cotonificio, in un sistema che organizzava casa, lavoro, servizi e tempo libero. La crisi del 1929 colpì duramente l'azienda, che cambiò proprietà più volte nel Novecento; lo stabilimento chiuse definitivamente nel 2003, ma già nel 1995 l'UNESCO l'aveva dichiarato patrimonio dell'umanità, come esempio eccezionalmente conservato di villaggio industriale ottocentesco europeo. Oggi vi abitano ancora circa 400 residenti, in case perlopiù private, ed è meta di visite e studi di archeologia industriale.

Trezzo sull'Adda e Leonardo

Da Crespi d'Adda un sentiero costeggia il Brembo fino all'inizio dei navigli che un tempo collegavano a quelli di Milano (quando la città si muoveva più per acqua che per strada, quasi una piccola Venezia) e arriva al castello di Trezzo sull'Adda. Costruito in epoca longobarda come promontorio strategico sul fiume, fu conquistato da Federico Barbarossa nel 1158, da Barnabò Visconti nel 1360, dalla famiglia Colleoni nel 1402 (una storia che si lega a quella di Città Alta) e poi dagli Sforza, prima di diventare proprietà privata e venire in parte smantellato: le sue pietre, nell'Ottocento, finirono anche nell'Arena di Milano e nella Villa Reale di Monza. Lungo l'Adda resta forte l'impronta di Leonardo da Vinci, che con i suoi progetti di ingegneria rivoluzionò sia l'industria che la navigazione fluviale della zona; a Trezzo c'è un intero Ecomuseo a lui dedicato. Vicino a Porto d'Adda, presso una spiaggia naturista non ufficiale ma riconosciuta dalla gente del posto, si vedono ancora i Tre Corni di Leonardo, le rocce che compaiono sullo sfondo della grotta nella Vergine delle Rocce. Camminando lungo il sentiero, soprattutto d'estate, capita di incrociare qualche nutria.

Altri luoghi in arrivo, uno alla volta
Palazzo della Loggia e Piazza della Loggia, Brescia Wolfgang Moroder, CC BY-SA 3.0

Brescia

Ducato Longobardo e Leone

Fu uno dei ducati longobardi più importanti: il complesso monastico di Santa Giulia, oggi patrimonio UNESCO, lo testimonia. Passò a Venezia nel 1426 e vi restò, salvo brevi interruzioni, fino al 1797; oggi è cuore dell'industria siderurgica lombarda.

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Il Torrazzo di Cremona Marcolazzari, CC0

Cremona

Non Serenissima

A differenza delle vicine Bergamo e Brescia, restò quasi sempre sotto Milano (prima viscontea, poi sforzesca, poi spagnola), con una breve parentesi veneziana, dal 1499 al 1509. È patria di Stradivari, Amati e Guarneri: la sua liuteria è patrimonio immateriale UNESCO.

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Piazza Sordello e il Palazzo Ducale di Mantova Mattes, CC BY-SA 4.0

Mantova

Ducato Indipendente

Non fu mai Serenissima: per quasi quattro secoli, dal 1328 al 1708, fu signoria e poi ducato autonomo dei Gonzaga, tra i più raffinati centri rinascimentali d'Europa. Passò all'Austria solo nel 1708 e si unì all'Italia nel 1866.

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Vigneti terrazzati della Valtellina, Sondrio Franco Folini, CC BY-SA 2.0

Sondrio

Terra dei Grigioni

La Valtellina non fu mai né ducale né veneziana: dal 1512 al 1797 appartenne alle Tre Leghe dei Grigioni, oggi in Svizzera, con un passato segnato anche da conflitti religiosi come il Sacro Macello del 1620. Passò alla Lombardia solo con Napoleone.

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Lombardia occidentale

Ducato di Milano

Le sette province che, dal tardo Trecento, gravitarono attorno a Milano: prima come Ducato visconteo e sforzesco, poi come Lombardia spagnola e austriaca. Il confine con la Repubblica di Venezia, fissato nel 1454, correva grosso modo lungo l'Adda.

Duomo di Milano visto da Piazza del Duomo Jiuguang Wang, CC BY-SA 3.0

Milano

Capitale del Ducato

Fondata dagli Insubri come Mediolanum, fu co-capitale dell'Impero Romano d'Occidente e sede dell'editto di Costantino del 313. Capitale del Ducato visconteo-sforzesco dal 1395, oggi è il motore economico e culturale del paese.

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La Corona Ferrea, tesoro del Duomo di Monza FilWriter, CC BY-SA 3.0

Monza e Brianza

La Corona Ferrea

Il Duomo fu voluto dalla regina longobarda Teodolinda, che vi custodì la Corona Ferrea, usata ancora nell'incoronazione di Napoleone nel 1805. La Brianza è oggi terra di artigianato del mobile e di velocità, con l'Autodromo del 1922.

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Vista panoramica dal Sacro Monte di Varese Zairon, CC BY-SA 4.0

Varese

Terra dei Golasecchiani

Dà il nome alla cultura di Golasecca, civiltà protoceltica dell'età del ferro che precede gli Insubri. Intorno ai suoi laghi sorgono palafitte preistoriche patrimonio UNESCO e il Sacro Monte, santuario tra i più scenografici della regione.

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Lungolago di Como Arturo Brenna, CC BY-SA 4.0

Como

Il Comune Ribelle

Colonia romana natale di entrambi i Plinii, fu tra i pochi comuni lombardi ad allearsi con Federico Barbarossa contro Milano. Il suo lago è meta d'élite dal Settecento, e la città resta un laboratorio di architettura, dal Liberty al razionalismo di Terragni.

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Chiostro grande della Certosa di Pavia Giorgio Gonnella, CC BY-SA 3.0

Pavia

Capitale Longobarda

Fu capitale del Regno longobardo dal 572 fino alla conquista di Carlo Magno nel 774. La sua università, fondata nel 1361, ha formato Alessandro Volta; poco fuori città sorge la Certosa, capolavoro gotico-rinascimentale voluto dai Visconti.

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Piazza della Vittoria e il Duomo di Lodi Gabriele Zuffetti, CC BY-SA 3.0

Lodi

La Pace del 1454

Qui fu firmata nel 1454 la pace che per decenni fissò il confine tra Milano e Venezia, l'origine stessa di questa divisione. Nel 1796 Napoleone vi conquistò la sua prima grande vittoria italiana, alla battaglia del ponte di Lodi.

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Il Lago di Lecco Peomacri, CC BY-SA 4.0

Lecco

Il Ramo del Lago

Sul ramo orientale del Lago di Como, è la Lecco raccontata da Manzoni ne 'I Promessi Sposi', ambientato negli anni della peste del 1629-1631. Terra di confine tra il Ducato e le Alpi, vive di seta, ferro e montagna.

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Zone limitrofe. I confini della Lombardia sono cinque: il Piemonte a ovest, l'Emilia-Romagna a sud, il Veneto a est, il Trentino-Alto Adige a nord-est, e la Svizzera a nord, con i cantoni Ticino e Grigioni (già di casa in questa pagina: il primo nel lombardo occidentale, il secondo nella storia della Valtellina). Veneto e Piemonte entreranno in questa raccolta con lo stesso approccio, appena ci saranno luoghi visitati da raccontare: il Veneto condivide con la Lombardia orientale l'eredità della Serenissima, il Piemonte quella protoceltica di Golasecca.

Le date e i fatti riportati in questa pagina sono di pubblico dominio storico; le schede di provincia verranno arricchite nel tempo con luoghi, foto e appunti di viaggio reali.

Le fotografie sono immagini storiche o paesaggistiche libere, pubblicate su Wikimedia Commons dai rispettivi autori con licenza di pubblico dominio o Creative Commons (CC BY / CC BY-SA); il credito compare su ciascuna immagine.

I dati sulla provincia di Bergamo e le undici zone della mappa interattiva sono tratti da Wikipedia, voce "Provincia di Bergamo", che riporta anche la mappa originale delle divisioni, di Amstead23 (CC BY-SA 4.0); i confini geografici sono ricostruiti con dati amministrativi ISTAT, non con l'immagine originale.

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