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5 · Coscienza percettiva

Capitolo in sviluppo. Il testo è riportato così come si trova negli appunti originali, comprese le parti ancora da scrivere.

Tononi

La psicologia fin'ora costruita vertiva pertanto su una scoperta fondamentale emersa dalla psicologia francese e tedesca negli anni, e sottesa comunque da filosofi come Kant: esisteva una parte della psicologia umana che sfuggiva all'attenzione della coscienza e che emergeva quasi incontrollata, l'inconscio. Venne pertanto nella storia sottoposta un'attenzione particolare al tema della coscienza, tema che va avanti ancora oggi, soprattutto nelle neuroscienze. Storicamente si potrebbero ricavare quattro modelli per potere spiegare la coscienza:

  1. Il modello del teatro (Cartesio, Hume, filosofi aristotelici, Severino).
  2. Il modello del calcolatore (Hobbes, Locke, filosofi funzionalisti).
  3. Il modello della macchina a vapore (Freud, filosofi platonici).
  4. Il modello delle reti neurali (connessionisti, neuroscienziati moderni).

Si può notare come l'unico modello veramente nuovo del funzionamento della coscienza sia quello connessionista, tutti gli altri erano presenti anche nel periodo classico o comunque nel periodo moderno. Coinvolgendo l grande psicologo neuroscienziato Stanislas Dehaene vorrei mettere in evidenza come nei suoi libri "Coscienza e cervello. Come i neuroni codificano il pensiero (Stanislas Dehaene e P. L. Gaspa (traduttore), Raffaello Cortina Editore.)" e "Cervello e coscienza (Stanislas Dehaene e Massimo De Pascale (traduttore), Irruzioni.)", sostenga e dimostri come la coscienza abbia il compito di fare collassare le reti neurali in un'unica soluzione, eliminando di fatto le ambiguità. E basti pensare alle leggi di Hebb per comprendere come un insieme di informazioni coerenti e conflittuali tra loro possa portare solo ad una psiche frammentata e non reattiva nei confronti della realtà e dunque all'ambiente che circonda l'organismo. La confusione è perciò questo: non sapere ricavare delle teorie da dei dati cognitivi, portando ad un disallineamento dei pensieri e dunque ad un'incoerenza tra le informazioni presenti a livello delle reti neurali. Il parallelismo con la simbologia del sé è evidente: la coscienza costruisce il sé e permette di sviluppare un'unica individualità integrata, laddove la mancanza di integrazione manca porta alla coesistenza di visioni del mondo contrastanti ed incoerenti. La verità è che la coscienza alla fine si separa dalle funzioni, perché scopre il suo proprio compito. Questo è ciò che c'è oltre il labrinto della psiche. Pertanto la coscienza non è più misteriosa dell'inconscio, ma è esattamente quanto l'attività neuronale mostra: un insieme di teorie coerenti tra loro che vanno a formare lo sviluppo autocomprensivo del mondo. E questo fattore, grazie a scienziati come Giulio Tononi e la sua squadra di lavoro, si può misurare (“Galileo e il fotodiodo, complessità e coscienza”, Bari, Laterza, 2003, ISBN 978-88-06-15621-3; “Un universo di coscienza. Come la materia diventa immaginazione”, Torino, Einaudi, 2000, ISBN 978-88-06-15621-3; “Phi. Un viaggio dal cervello all’anima”, Torino, Codice edizioni, 2014.): si manda uno stimolo magnetico al cervello tramite TMS (stimolazione magnetica transcranica) che è una tecnica non invasiva dove viene sollecitato il tessuto cerebrale con potenti campi elettromagnetici, poi si registra l'attività neuronale tramite EEG (elettroencefalografia) che è una tecnica che serve a registrare una traccia su piano cartesiano dell’attività delle aree o dei network, e successivamente si misura come il resto del sistema risponde alla perturbazione di una sua parte, andando a misurare precisamente l'aumento di entropia del sistema. La misura ottenuta riguarda i livelli di coscienza si misurano con l'indice phi (È interessante sapere che su github c’è la possibilità di studiare, scaricare ed utilizzare liberamente il software scritto per il calcolo di phi, denominato pyphi (perché è scritto in linguaggio python): https://github.com/wmayner/pyphi) (Φ).