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Aforismi
& Poesie

Una raccolta di pensieri sciolti e versi scritti nel corso del tempo, senza editing né addomesticamento: frammenti di logica, rabbia, solitudine e critica, così come sono nati.

Non sono dichiarazioni programmatiche né posizioni definitive — sono tracce di un pensiero in movimento, spesso in contraddizione con sé stesso. Vanno letti come tali.

Aforismi → Poesie →
I.

Aforismi

75 frammenti
Aforismi 1–25 (25)
1

Per condizionare bisogna porre i due estremi, la scelta sarà quella in mezzo.

2

Ciò che dà valore al privato nel collettivo è il marchio, ciò che non è privato è collettivo e non ha valore, poiché viene deturpato ma nessuno può aggiustarlo, è solo posto come mezzo di consumo.

3

La propaganda funziona non perché agisce sulla società, sul Noi, sullo spirito, ma perché agisce sull'individuo che rinuncia alla propria causa (di sé) per una causa esterna, perdendo l'individualità.

4

Se distruggere ogni barriera, sciogliere ogni legame, porta alla solitudine, allora perché non desiderarla?

5

Più si cerca di livellare e più si crea gerarchia, più si cerca di slivellare e più si genera parità.

6

Diversità e schiavitù sono inversamente proporzionali, più si è uguali più si è schiavi, più si è diversi più si è liberi. Ma la libertà non può essere quantificata e perciò l'uomo è destinato a vivere nella convinzione di essere almeno un minimo uguale all'altro.

7

Solo liberandosi dalla quantificazione nella qualità l'uomo potrà liberarsi dal concetto di uguaglianza.

8

Se misurarsi è compararsi, allora si misura ciò che viene considerato quantitativamente uguale. Più è uguale e più è misurabile. Ma nulla potrà mai essere uguale a nulla, poiché ciò che è è a priori nella sua unicità spazio-temporale.

9

Si può misurare solo in funzione del paragone tra qualcosa che non può essere misurato a sua volta. Può essere misurata una lunghezza senza ricorrere a sé stessa?

10

Rivelando al nemico ciò che potrebbe fare lo si anticiperebbe ed egli si troverebbe spiazzato per la mancanza di tattiche di attacco, le quali devono rimanere sempre segrete.

11

Critica è proprietà; in un mondo in cui è possibile criticare, si può avere per sé, mentre in un mondo in cui la critica è bandita, gli averi sono estesi a tutti. Senza proprietà non c'è alcuna possibilità di critica.

12

Se a produrre è uno per sé, allora si parla di egoismo. Se a produrre è uno per tanti, allora si parla di monopolio. Se a produrre sono tanti per uno, allora si parla di liberalismo. Se a produrre sono tanti per tanti, allora si parla di socialismo.

13

Il pensiero umano è come una pallina in una bacinella. Più sta al centro più è statica e di conseguenza più è in equilibrio. Man mano che si avvicina agli estremi corre il rischio di cadere giù e di sfuggire al controllo dell'omino che muove la bacinella, chiamato Stato, terrorismo, criminale, autorità, genitore, etc. Se cadesse giù viaggerebbe liberamente e andrebbe ovunque vorrebbe. Un estremo chiama l'altro e alla fine, dati i due estremi la pallina ricade sempre al centro. Com'è possibile dunque sfuggire dalla bacinella e dell'omino che tenterà di riinserire la pallina nella bacinella? Solo uscendo dalla bacinella e nascondendosi, oppure nuocendo l'omino, di modo che egli non si divertà più a utilizzare la pallina.

14

Spingere ciò che è giusto verso l'obbligo è ciò che ha permesso di spingere l'uomo verso il proibito e dunque verso l'ingiusto.

15

In diversis dialecticae.

16

La moda è l'alienazione dalla terra. L'eleganza è l'alienazione dall'essere.

17

La pace è il prodotto dell'imposizione degli stati più potenti nei confronti degli stati più deboli. Perciò l'idea di pace è unicamente un'idea statale, la guerra riguarda unicamente gli individui e di conseguenza il commercio.

18

La musica non dovrebbe corrispondere ad un timbro in linea con la propria epoca, poiché esso deve superare l'inconscio storico e andare versio ciò che è necessario esprimere, l'essere. Per questo non si deve eliminare gli strumenti "analogici" o quelli elettronici, entrambi hanno timbri e funzionalità diverse, ed entrambi corrispondono a ciò che esattamente si vuole esprimere. Per questo motivo la musica classica è sempre attuale, almeno quella degli autori del passato. Essa esprimeva ciò che il compositore voleva esprimere, nel mondo. Oggi la musica è solo un prodotto fragile e di consumo, il quale si rompe subito, aliena e fa apprezzare l'uomo per ciò che è. Mentre la musica del passato faceva disprezzare l'uomo, evidenziando come fosse in realtà una bestia da sopprimere o da guarire con la filosofia. La storia poi ebbe il suo seguito...

19

Ognuno si deve assumere la responsabilità dei propri pesi.

20

La funzione di una rete neurale è quella di scegliere, se essa non sceglie allora non è nemmeno definibile intelligenza artificiale. La logica stessa porta a decidere.

21

Un linguaggio passato è radicato nel circolo. Un linguaggio presente perde il suo significato. Un linguaggio futuro non può essere parlato. Esiste solo il linguaggio, ed esso è passato, presente e futuro.

22

La dialettica delle conoscenze si basa sul rapporto di equivalenza, sul rapporto di differenza, sul rapporto di causa-effetto e sul rapporto di non reazione.

23

È assurdo che gli umani riescano a gestire più le macchine che la loro psiche.

24

L'applauso è la voce della folla, il grido è la voce della massa.

25

L'interezza genera passività, l'analisi nelle sue minime parti genera attività. Chi è attivo studia, chi è passivo contempla.

Aforismi 26–50 (25)
26

La pace è il prodotto dell'imposizione degli stati più potenti nei confronti degli stati più deboli. Perciò l'idea di pace è unicamente un'idea statale, la guerra riguarda unicamente gli individui e di conseguenza il commercio.

27

Secondo l'umanità per essere qualcuno bisogna sapere, mentre per non essere nessuno non bisogna sapere. Chi sa o domina o viene sottomesso perché non sa abbastanza. Chi non sa o domina usando la forza e la violenza o viene sottomesso perché degradato socialmente.

28

Se a produrre è uno per sé, allora si parla di egoismo. Se a produrre è uno per tanti, allora si parla di monopolio. Se a produrre sono tanti per uno, allora si parla di liberalismo. Se a produrre sono tanti per tanti, allora si parla di socialismo.

29

Critica è proprietà, in un mondo in cui è possibile criticare, si può avere per sé, mentre in un mondo in cui la critica è bandita, gli averi sono estesi a tutti. Senza proprietà non c'è alcuna possibilità di critica.

30

Rivelando al nemico ciò che potrebbe fare lo si anticiperebbe ed egli si troverebbe spiazzato per la mancanza di tattiche di attacco, le quali devono rimanere sempre segrete.

31

Più si cerca di livellare e più si crea gerarchia, più si cerca di slivellare e più si genera parità.

32

Ciò che dà valore al privato è il marchio, ciò che non è privato è collettivo e non ha valore, poiché viene deturpato ma nessuno può aggiustarlo, è solo posto come mezzo di consumo.

33

Per condizionare bisogna porre i due estremi, la scelta sarà quella in mezzo.

34

Amorale è trasgredire ciò che non si vuole. Volere è trasgredire ciò che è morale. Morale è trasgredire ciò che si vuole. Perciò volere è un'esclusiva solo per chi decide di volere e chi non decide ha la possibilità solo di definire per non agire, per non pensare per sé e da sé.

35

Se dio non esiste materialmente e dato che il mondo è uno, poiché uno è solo il "creato" e dunque uno è l'essere, allora dio è solo un prodotto psichico.

36

Se dio non è causa della realtà in quanto essere, dato che la realtà è una, e dunque uno è l'essere, di conseguenza dio si tratta di un concetto impotente.

37

Siccome dio non è collocabile spaziotemporalmente, ed essendo lo spazio-tempo il luogo in cui l'essere si esprime, al di fuori di esso tutto ciò che non è spaziotemporale non può essere, dunque dio non è.

38

Se la gente producesse risorse anziché produrre figli capirebbe che produrre figli significa produrre debito e allora smetterebbero di volere bambini poiché capirebbero che la nascita da sé equivale alla propria morte per mezzo del sacrificio obbligato.

39

Pratico è colui che incapace di intelligere nel discorso pretende che esso venga ridotto al sociale e all'intrattenimento.

40

Il fine a sé stesso non potrebbe nemmeno essere elaborato da chi lo elabora.

41

La storia fa l'uomo ma l'uomo non fa mai la storia.

42

Un brano musicale è un mito senza personaggi.

43

Non lasciarti abbindolare dai tuoi demoni, essi mutano e proiettarli nel mondo servirà solo a farti diventare schiavo dei demoni stessi. Combattili.

44

Chi vive sulla luna non può conquistare il sole.

45

Lavorare per qualcun'altro significa non conoscere sé stessi. Ma conoscere sé stessi significa lavorare per qualcun'altro. I casi sono distinti seppur simili, l'uno è l'altruismo, l'altro è l'egoismo.

46

La moneta giustifica l'ignoranza. Più uno compra, meno produce. Più uno produce meno compra.

47

Quando capita un evento brutto significa che è brutto dal momento che non si accetta una caratteristica della realtà. Per questo ci sono i momenti brutti, per comprendere meglio ciò che noi di norma respingiamo e demonizziamo.

48

Se il partner fosse il più bello del mondo ma avesse il nome di un tuo genitore, ti metteresti assieme a lui/lei ugualmente?

49

I tizi in giacca e cravatta sono esseri che hanno dimenticato che vivono nel mondo. E probabilmente si sono dimenticati anche perché usano la giacca e la cravatta.

50

Le informazioni sono monete di scambio.

Aforismi 51–75 (24)
51

La fiducia è il risultato di uno autorevole ed informato.

52

Gli inferiori non si fanno domande riguardo ai superiori, ma solo gossip.

53

Per dare la soluzione è necessario disporre del problema.

54

Sfruttando i ruoli si ottengono le informazioni, le quali servono a bypassare il ruolo stesso, colpendo alla radice.

55

Chi discrimina gli altri perché astemio commette due errori fondamentali: il primo è perché predica l'ignoranza e la morte per sé e per il prossimo, la seconda è che pensa che la prima frase sia falsa solo perché dall'alcol vuole godimento.

56

Se a produrre è uno per sé, allora si parla di egoismo. Se a produrre è uno per tanti, allora si parla di monopolio. Se a produrre sono tanti per uno, allora si parla di liberalismo. Se a produrre sono tanti per tanti, allora si parla di socialismo.

57

Vantaggi a non vivere in famiglia: 1. Indipendenza economica. 2. Silenzio. 3. Nessun regalo. 4. Nessun augurio. 5. Nessun ringraziamento. 6. Nessun imposizione sul vestiario. 7. Nessuna critica inutile. 8. Possibilità di controbattere. 9. Possibilità di selezionare gli interlocutori. 10. Possibilità di scelta negli acquisti. 11. Indipendenza sui documenti.

58

Il transfert si instaura dal momento che la funzione ausiliaria rimane in una fase di semicoscienza e la funzione inferiore si predetermina dall'opposizione di quella dominante che invece è già determinata. Per instaurarlo è dunque necessario che ci si faccia assimilare come funzione inferiore tematizzandosi simbolicamente in contrasto con quella dominante. Il simbolo espresso dalla funzione inferiore deve riassumere l'accordo con l'io e il disaccordo con il super-io.

59

I leader: 1. Rappresentano il gruppo. 2. Sono paladini dei propri interessi. 3. Facilitano l'identità di gruppo e il coinvolgimento collettivo. 4. Realizzano tale identità mobilitando le energie disponibili verso risultati di valore condiviso.

60

Frasi stupide: 1. Ci sono anche gli altri. 2. Ma cosa vuol dire? 3. Lo vuoi capire sì o no? 4. Non ha senso. 5. [domanda], [nome] [riproposta della domanda] 6. Vedi tu. 7. E quindi? 8. Sei d'accordo? 9. Sei d'accordo sì o no? 10. Non so, veda lei.

61

Il mondo è sempre più grande della gabbia che vi costruite.

62

Purché uno non si senta stranito impara tecniche come fossero pacchetti preconfezionati e validati dalla società. Diventare un produttore di pacchetti significa sottostare alle regole tecniche. Decidere le regole significa sottostare alla tecnica sociale. Ma sempre e comunque bisogna sottostare alla tecnica poiché il pacchetto preferito dell'uomo si chiama assioma ed egli basa tutte le sue sicurezze pensando di sviluppare pacchetti infallibili. Ed è proprio partendo da lì che i metodi dell'uomo si privano del mondo per diventare esclusivi e alienati dall'essere. Tali pacchetti malevoli sono pacchetti tecnici e chi li adopera gestisce le nostre vite, poiché esse sono fondate su assiomi cui non ci è dato sapere il motivo. Per questo io dico, siate hacker della vostra vita, distribuite conoscenza e rendete quegli assiomi degli enunciati argomentati e argomentabili.

64

Lo stato è come se fosse un IDE sofisticato e la cultura l'insieme di programmi. Usando l'IDE si impedisce al software di distribuirsi. Perciò la gente potrebbe creare dei moduli di gestione, ovvero delle istituzioni. Queste pretendono di sapere gestire la cultura affinché possa essere replicata, ma l'effetto è quello di annientare la distribuzione garantendo solo che la cultura possa essere una copia delle nozioni del passato, un po' come fare copia e incolla da qualche forum. La distribuzione e il progresso della cultura è possibile solo presso le community, o meglio, solo presso chi studia. Per questo la cultura, al pari del software, deve essere GNU e dunque libera. Ogni costrizione è un danno al libero arbitrio, è un danno alla volontà e all'individuo, nonché alla collettività tutta. Chi non studia è un peso e in quanto tale è un amico dello stato, è un amico del nemico, è un parassita.

65

La gente afferma che non può conoscere. La conoscenza si coglie attraverso le affermazioni.

66

La tranquillità è come il cemento di una casa, se viene a mancare poi il palazzo crolla.

67

La fretta è la virtù di chi voleva subito e ottenne poco.

68

Il discorso del silenzio serale è meglio di qualsiasi musica.

69

Preapararsi alla vita equivale a migliorarsi nella morte.

70

Prepararsi nella morte equivale a germogliare nella vita, poiché la vita stessa è la presa di coscienza che un giorno porterà dei frutti, il cui nocciolo sarà composto dai concetti elaborati dal mondo.

71

La lotta sessuale è una lotta di potere e riguarda l'uccisione degli altri per poter raggiungere la cima e sacrificarsi morendo, sperando che vi sia una trasmissione immortale, affinchè tutti possano farlo.

72

L'Italia non progredisce economicamente perché la gente è legata al proprio lavoro e ad ella non gliene importa nulla di fare scoperte studiando, oppure di aggiornare il proprio lavoro con nuove potenzialità così che vi possa essere un incremento di livello nel settore tecnologico. No, affatto! Il suo popolino di ritardati mentali cullati dai media, perché questo sono, una razza di cerebrolesi, fa adotta gli strumenti e i servizi proposti dagli altri, per poi vantarsi con gli altri che il proprio popolo si stia sollevando sempre più economicamente. Potremmo paragonare l'Italia ai livelli dell'Indonesia, se non fosse che almeno gli italiani non si fanno la doccia nel brodo di vomito di pollo.

73

La dialettica delle conoscenze si basa sul rapporto di equivalenza, sul rapporto di differenza, sul rapporto di causa-effetto causa-effetto e sul rapporto di non reazione. Un linguaggio passato è radicato nel circolo. Un linguaggio presente perde il suo significato. Un linguaggio futuro non può essere parlato. Esiste solo il linguaggio, ed esso è passato, presente e futuro.

74

È possibile rendere una persona zombie e quindi installare una backdoor affinché dissipi qualsiasi tentativo di coscienza e infonda un piacere assoluto che a sua volta rinforzi la backdoor stessa?

75

Turismo è abbattere un albero di 1000 anni per consentire una vista spettacolari a delle persone venute da lontano. Turismo è intrattenimento.

II.

Poesie

13 testi
01 / 13

Fossa operaia

Quando sarem vecchi saremo ormai da buttare Siam qui chini a terra Abbiam passato la vita a lavorare Quando più rivedremo il cielo... Non rivedremo manco più la luna bella. Non avremo nemmeno più la mano Poiché il lavoro non finirà con noi al cimitero.
02 / 13

Volto antico

Che fine hai fatto volto antico? I tuoi mattoni impolverati che sorreggevano i pilastri della tua pila di libri. I libri delle tue pagine che illustravano i problemi, sempre più mascherati e sotterrati, sotto le macerie del divenire. Divenire morto e mai esistito, nel silenzio dell'antichità, per un mondo senza pilastri. Il silenzio nel rumore ed il rumore nel silenzio. L'ombra delle rose rinsecchite e il secco delle ombre rosate dalla sera che mai più tornerà. Serata blu, in un abisso in cui finì il mondo, dilaniato dalle sue stesse carni. Magari fosse popolato di insetti, vi sarebbe vita. Qui nemmeno l'uomo, qui nemmeno ciò che vi sarà. Qui solo morte e vita, qui solo un 8, un ciclo senza moto, un mito senza significato, un significante senza forma. Solo la vita pura, senza nascite. La morte.
03 / 13

State beast

A future plundered in the name of the parent who rapes his son to make him like him: a beast. Our time could be used in the best way and instead we are bound by altruism that has become gray of us at the hands of the state. Look at your neighbor, he's begging for mercy with his whims he would like the nursery.
04 / 13

Sole nero

Sole nero, prima bianco, che la comprensione vuoi tu negata dall'oscuro candore del tuo rantolo di memoria a frasi senza giro che il sol pensiero sia ormai smarrito.
05 / 13

Giovinezza

La giovinezza come una novità che interrompe il circolo de gli uomini del mare affogano e fanno un capitolo alla loro vecchiaia.
06 / 13

Or nel mondo

Colate d'or nel mondo, da su in montagna fino in fondo. Falco giù in picchiata come il destino dell'uomo. Ch'ha deciso la sua fine, nel suo continuo divenire. Divenir polver certo, polver d'occhio dell'esperto. Tecnica mancata non gli venne. Sol il mondo scordato ma solenne. Potente il mondo contro il nulla, che l'uomo sorge presso il niente.
07 / 13

Medaglia d'onore

Nessuna medaglia d'onore Siam responsabili del vostro tremore Non esiste alcun collettivo Combatto sia da morto che vivo È egoista il nostro canto Veloce azione come un lampo Nessuna patria od oppressor Nessuno Stato e niente terror Rifiutiamo la democrazia
08 / 13

Radice parassita

Decenza parassitaria di una strage senza eternità Demolizione millenaria di sogni e di volontà Un dictat a mo' di sorte A fare patti con la morte Ripeti ciò che ti è stato insegnato Potrai rimpiangere allora di dover esser nato Nel vizio e nel calore famigliare Il tormento di un movimento propinato per ultrasecolare Il buio ed il tormento del non senso senza evento Sensato nel pudore di chi vuole ancor vivere e senza togliere il dolore Metti le radici nel fango della noia Verrai prosciugato dalle amare verità
09 / 13

Tradizione marcia

Tradizione marcia E sacrosanta verità Sputar nell'occhio al mondo Per essere qualcuno, qualche stronza autorità
10 / 13

Uno, nessuno.

Meglio essere nessuno che una schifosa unità Unità di merda ha fatto marcir l'Italia L'Italia confinata la tua morte è già segnata Collassa
11 / 13

Viscere di massa

Le viscere di un mondo contaminato Dal veleno della gente che ti obbliga ad essere nessuno Ad esser massa Per lavorare lavorare e lavorare Schifosamente nella tua posizione da inetto Inetto, squallido ed insignificante in un mondo modificato per morire nella ripetività Parassiti anche nei vostri sogni, nelle vostre vene, sotto i vostri tessuti Aborti mancati per poco, per fare l'operaio e sottostare a qualche scarto ambulante con la voce da fetente Schifosi, non puoi esprimerti perché non ti è dovuto Siamo in dittatura, la massa è pericolosa, è morta la verità in nome della società Schifoso consumo degli scarti Dai 6 ai 90 sempre morto, sempre schiatto Di che hai paura di morire? Non puoi schiattare, non sei mai vissuto, uome ape della fabbrica. Avanti, lavorare!
12 / 13

Violenza

Mettiamo in gioco la violenza Bisogna metterla in gioco Mettiamo in gioco la non curanza Bisogna metterla in gioco Mettiamo in gioco l'estinzione Bisogna metterla in gioco Di chi vuole ancora ritenere la vita un semplice gioco di merda Illusioni imposte con violenza Violenza usata dai bambini Per una causa esterna a sé Obblighi trasgrediti in nome della costanza Per una retta via sullo straight edge Edge per la virtù e straight perché è l'unica via per non morire vivendo
13 / 13

Trasgredire

Amorale è trasgredire ciò che non si vuole. Volere è trasgredire ciò che è morale. Morale è trasgredire ciò che si vuole. Perciò volere è un'esclusiva solo per chi decide di volere e chi non decide ha la possibilità solo di definire per non agire, per non pensare per sé e da sé.

Testi personali, riportati senza correzioni stilistiche. Alcuni frammenti tornano più volte con lievi varianti: sono stati lasciati così, come si sono ripresentati nel tempo.

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